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5.31.2007

Associazione della Sinistra
per il Partito Democratico


Roma, 31 maggio 2007

NOTA STAMPA

“PD: ora non scordiamo i ballottaggi.”
Appello ai comitati della società civile per convincere al voto per i candidati del centrosinistra.

Dichiarazione di Davide Ferrari, per il Coordinamento nazionale dell’ASPD.


“La mediazione su Presidente e coordinatore raggiunta dal comitato promotore nazionale del Pd è di buon senso.
Ma ora bisogna rivolgersi ai cittadini che devono votare per i ballottaggi in molte ed importanti città d’Italia.
Partiti ed Associazioni dell’Ulivo devono mobilitarsi con grande impegno.
Il PD deve essere in campo, con ogni sua forza, rivolgendosi ai cittadini delle città coinvolte, il cui voto sarà essenziale per il buon governo delle comunità locali.
Anche la nostra credibilità è sottoposta al giudizio.
Bisogna presentarsi all’elettorato come una forza in campo non some la sede di una discussione interna non sempre decifrabile.
Rivolgiamo un appello particolare all’impegno, in questi giorni, ai tanti comitati locali della società civile, perché votino e facciano votare per i candidati del centrosinistra.
Ogni voto è importante, non solo le vittorie e le sconfitte. Ogni esito numerico verrà valutato per rilanciare la fiducia nella riforma della politica, oppure per attaccare l’unico soggetto che già vuole realizzarla, il Partito Democratico.”



Per l’Ufficio stampa
M. B.

5.25.2007

“E’ la natura che vi condanna”

Una sentenza, quella dell’avvocato Foschini (V.Presidente del Consiglio comunale di Bologna, di Forza Italia, ndr) rivolta ai Gay, sulla quale è difficile non consentire.
La natura, è vero, non è democratica. Così come ha messo al mondo Don Giovanni Tenorio e, per fortuna, l’On. Franco Grillini, così ha prodotto Rita Levi Montalcini ed il medesimo Foschini. Quale ingiustizia!
Da sempre, da Sparta a Saint-Just, gl’ideologi egualitari, sia di Destra che di Sinistra, provano a lottare contro la natura. In generale costringendo i seguaci a una divisa. Per questo l’imperatore Ming, del pianeta Mongo di Flash Gordon, costringeva tutti a raparsi a zero perchè non si notasse la sua gialla calvizie.
Allora ha ragione Foschini, è meglio arrendersi alla naturalità?
Ma, ahinoi, la storia è andata avanti. Non siamo più nudi di fronte alle intemperie, non siamo senza difesa di fronte alla bizzarria della Natura. Alla calvizie si rimedia con un trapianto, come ha fatto il Ming di Arcore. Così come lo stesso imperatore nostrano ha dimostrato che bastano due tacchi nascosti nella tomaia e la statura inadeguata è esorcizzata. “Più protesi per tutti!”.
Ci fu un tempo nel quale Vescovi battaglieri e predicatori itineranti cercarono, senza successo, di impedire l’uso dell’anestetico ai cavadenti perchè il dolore è nell’ordine delle cose e sarebbe stato sovversivo cercare di attenuarlo.
”E’ causa di dolore il nascimento”, così la Bibbia.
E ancora stenta a diffondersi l’epidurale. Chissà perchè. Meno letta la Bibbia che ricorda le prime medicine ed insegna ad alleviare le sofferenze.
”I poveri saranno sempre con voi”, dice il Signor Gesù Cristo, e, invece di trarne spunto, come i tanti Don Bosco, per una carità inesausta, qualche polemista paolotto dell’ottocento, ma anche le suorine che mi ebbero scolaro negli anni ’60, ne ricavavano l’insegnamento che cercare di vincere la povertà è andar contro l’ordine stabilito dell’universo. Questione di punti di vista.
L’idea che l’uomo sia solo figlio della Natura e che tutto ciò che lo allontana da lei è male, è un bizzarro ragionamento, durissimo a morire.
Provarono a coniugarlo anche gli ecologi fondamentalisti di moda qualche decennio fa. Siccome non risultavano ancora rinoceronti gay o zanzare lesbiche, pareva loro opportuno che i diversi fra gli umani fossero più condiscendenti al gusto dei più. Confesso che quando mi parlano di comunità contraddistinte dal rifiuto della luce elettrica, dal riso bollito e dall’artigianato alternativo, provo,assieme ad una viva simpatia, un’irresistibile desiderio di un taxi e di un Mc Donald.
D’altra parte decidere cosa è davvero innaturale è difficilissimo. Ognuno è incline a dire normali le proprie abitudini ed a inorridire di quelle altrui. Con i punkkabbestia socializziamo tutti con difficoltà, riconosciamolo, ma sugli usi sessuali ci si divide.
Forza Italia tollera la diversità quando è mediatica, nei giurati di qualche reality di Mediaset, anche se a stretto contatto con aspiranti divetti, ma la vorrebbe lontana dalle anagrafi e dagli stati di famiglia. Insomma: se serve all’audience sì, se allontana la preferenza no.
Più che “Todo modo”, il motto sembra essere “Tutto fa brodo”.
Si dice: “non parliamo di voi, ma dei figli”. Non devono nascere figli da gay. E quelli che già sono nati, figli di un uomo o di una donna omosessuali, che ne facciamo? Li cancelliamo, li affidiamo a qualche accogliente famiglia normale? Come i figli degli squartati dai militari nazisti in Argentina, adottati poi da caritatevoli famigliuole bene. Ricordo, sull’alpe di Praly, sopra Pinerolo, nell’aspra montagna valdese, la sagoma di un prete. Sì proprio uno di quelli con la tonaca nera, lunga e lisa. Un uomo solitario, fra tanti protestanti, fierissimo del suo cattolicesimo, più di Nereo Rocco.
Uno che si sentiva carico del peso della responsabilità del mondo. Del mondo così com’è, con la natura, e gli uomini che nulla ne capiscono. Un sacerdote dall’aria mite e dalla fede durissima. Don Barbero, il prete che - lo accusarono - sposava i gay.
E’ vero: anche lo scandalo turba e può far danno. Ma molto cambia con i tempi, ed è facile immaginare che un giorno esempi come questi saranno preziosi.
Diamoci, tutti, una via d’uscita da queste brutte giornate. Ricordiamo che uno scontro sulla dignità delle persone, una divisione, non si dimenticano per mille anni.

Davide Ferrari
Unità 24 maggio 2007
www.davideferrari.org

5.23.2007

Davide Ferrari (ASPD). "PD: fatto il Comitato, ora subito al lavoro. Basta discutere solo leadership. Le Associazioni si riuniscano per fare un'agenda comune".

"A differenza di altri, che -sia nelle forze politiche sia nelle associazioni per l'Ulivo- stanno dettando in queste ore dichiarazioni più o meno critiche sulla composizione del nuovo Comitato promotore nazionale, noi preferiamo auguragli buon lavoro e spronare a una iniziativa incalzante."

Queste le parole della dichiarazione del coordinatore nazionale dell'Associazione della Sinistra per il Partito Democratico, Davide Ferrari.

"E' già durata troppo una discussione, tutta delegittimante, sulla leadership.
I problemi incalzano ed il Partito Democratio, per raccogliere il grande interesse suscitato deve mettersi subito in movimento.
I cittadini verrarnno a votare in Ottobre se, anche in questi mesi, saremo stati capaci,a tutti i livelli, di avere iniziativa.Cito tre temi: sul lavoro,(l'emergenza della sicurezza non è finita) le gravi questioni ambientali ( a cominciare dal dramma dei rifiuti in Campania), la legalità (dove la sconfitta in Sicilia non deve fare dimettere l'impegno contro la criminalità organizzata).
Non c'è tempo da perdere. Proponiamo che le Associazioni della società civile si riuniscano rapidamente per valutare assieme il loro contributo.
E' opportuno, pur nel rispetto delle autonomie, fare subito un'agenda di iniziative comuni.
Noi faremo la nostrta parte"

L'Associazione della Sinistra per il Partito Democratico è la più recente fra le associazioni nazionali dell'area ulivista. Raccoglie iscritti e non iscritti ai partiti, oltre duemila, ed è presente in tredici regioni italiane.
Il sito è www.sinistra.pd.it
Pubblica una rivista, "Impegno nuovo", diretta dal poeta Gregorio Scalise.

Per l'Ufficio stampa
M.Busi
333 4275771
info@sinistra.pd.it

Associazione della Sinistra
per il Partito Democratico

NOTA STAMPA
23 Maggio 2007

5.18.2007

Una missione laica per il PD


La questione della laicità dello Stato e delle forme della presenza dei cattolici nella vita politica si è riaperta in modo dirompente.
Vi sono cause di ampia portata. Sono note ma non è inutile provare a citarle.
Innanzitutto la crisi delle ideologie narrative, delle loro definizioni del progresso, che riporta i corollari ideologici delle fedi in primo piano, apparentemente senza contendenti e comunque senza più il senso di un limite imposto loro dall'evoluzione storica.
Ma anche il sempre più marcato pluralismo delle scelte di fede e dei comportamenti etici sembra spingere la Chiesa cattolica, soprattutto nei paesi di più solida o quasi esclusiva presenza, ad una battaglia aspra per la difesa delle aree di egemonia.
In Italia questi fenomeni convivono, com'è evidente, con vicende più ravvicinate: la scomparsa della Democrazia Cristiana e la fine, in un sistema bipolarista di un "centro" dove, naturaliter, possano confluire le adesioni e le scelte di militanza della parte dell'opinione cattolica più influenzata dalle gerarchie e dalla struttura di appartenenza della Chiesa.
Una situazione dove il crinale delle maggioranze sembra impossibile da varcare senza la conquista del voto cattolico più organizzato.
In questo quadro, dove ogni compromesso sembra rotto per sempre, o destinato a rompersi, cerca di realizzarsi un processo di modernizzazione della politica, il Partito Democratico, che scommette su un confronto che non si radicalizzi su visioni generali e contrapposte della società e della vita.
Il PD può "farcela"? Può proporre , e imporre, dialogo e collaborazione a chi punta sulla globalità, sull'interezza delle scelte?
Se ogni volta dovesse risolversi come Sabato 12 Maggio, il pessimismo sarebbe più che giustificato.
Ma l'unità della Repubblica non può reggere la prova di un confronto di civiltà al proprio interno.
Devono essere messe ben in chiaro le conseguenze che produrrebbe: il blocco dell'integrazione dei migranti, l'approfondirsi della diversità fra Nord e Sud, fra città e provincia, fra le generazioni, oltre che fra le diverse scelte di vita.
E' evidente che occorre reagire, invertire il processo in corso, proporre all'Italia strade diverse. Innanzitutto riferite al senso di responsabilità.
Il PD può diventare l'unica grande forza capace di fare il primo passo in questa direzione. La sua missione è di rivolgersi all'opinione pubblica, a tutti i cittadini di buona volontà, per rifiutare lo scontro. Proporre una politica che sia garante della serenità pubblica, dell'avanzamento dei diritti, del senso dei doveri, della possibilità di far crescere, insieme, la Repubblica. Proprio i suoi caratteri plurali, e quindi laici, possono trasformarsi in fattore di costruttività positiva. Il Partito Democratico può essere un'ancora nelle tempeste delle guerre di identità, nel gioco tragico delle reciproche esclusioni e delegittimazioni.
Ma non è per nulla scontato che questo accada, e soprattutto non è qualcosa che si può ottenere senza una franca battaglia politica.
In primo luogo per rivolgersi a tutti gli italiani, bisogna definire il proprio "spazio politico", il proprio campo di proposta.
A tutte le tradizioni che stanno dando vita al partito , da qualunque esperienza politica provengano, spetta il compito di contribuire con fermezza, a viso aperto, a questo chiarimento.
Una chiarezza alla quale è ancor più necessario contribuiscano, proprio ora, all'inizio del percorso, i cattolici democratici che credono al PD.
Una clericalizzazione della politica non può essere la linea di nessuno che ambisca a determinare l'asse politico del PD, che senza laicità non può avere senso.
Al contempo, è necessario che la sinistra laica che crede nel Partito Democratico affermi una propria visione, autonoma da chi crede, con o senza strumentalizzazioni, nella priorità della risposta "colpo su colpo".
Non si tratta di una competitività sportiva: il terreno su cui misurarsi è quello delle argomentazioni. In sintesi: il PD "s'ha da fare", anche perché i rischi di esplosione identitaria si potrebbero fare di giorno in giorno più gravi. Il PD deve parlare, e per primo, oltre che ascoltare con pazienza le manifestazioni altrui. Deve parlare con una gamma di voci compatibili, maggioritarie, perché responsabili, capaci di farsi riconoscere e scegliere. L'Italia più grande è quella che vuole rispetto per tutti, che non crede alle scomuniche, ma che non sottovaluta il fenomeno religioso. Gli italiani che, o con "sapientia cordis", con "la sapienza del cuore", o con l'intelligenza, con la capacità di capire la realtà, vogliono, ad esempio, che una famiglia stabile sia la possibilità data a tutti, anche se dandole nomi diversi, sono la vera maggioranza che molti vorrebbero silenziosa. A noi apparire credibili, dare loro fiducia perché riprendano la parola.


Giancarla Codrignani
Davide Ferrari

5.09.2007


Dalle Sinistre Ds al Partito Democratico: scelta di migliaia di compagni

“Diciamo a Mussi: migliaia di compagni della Sinistra hanno scelto di restare nell’Ulivo e saranno forza di dialogo e unità”. Lo afferma Davide Ferrari, coordinatore nazionale dell’associazione “Sinistra per il PD”, all’indomani della fondazione, a Roma, del movimento “Sinistra Democratica” degli ex diessini Mussi e Angius.

“Abbiamo il massimo rispetto per tutti i compagni che hanno sancito a Roma la loro scelta, - continua Ferrari - che d’altra parte abbiamo considerato inevitabile per loro da tempo, e proprio per questo motivo chi di noi è iscritto ai Ds decise di non sottoscrivere le mozioni di minoranza. Una scelta che ci ha portato con tanti altri compagni non iscritti a nessun partito a promuovere una nuova associazione che è per il PD, per farlo nascere nel migliore dei modi con dentro anche le culture della Sinistra. Chi come noi ritiene un dovere restare nell'Ulivo si impegnerà perché tutto il centrosinistra sia unito nel sostegno al Governo e cambiare il paese. Per questi obiettivi, è bene ricordarlo, un grande numero di compagne e compagni provenienti dalle esperienze della Sinistra dei Ds di questi anni, dal Correntone in poi, è oggi ancora all'interno dell'Ulivo e intende provare a fare il nuovo Partito Democratico”. Ferrari conclude: “E’ una scelta di migliaia di persone e rappresenta una forza per il dialogo e l'unità, una ricchezza per tutti, non solo per il PD”.

5.05.2007

Una voce da sinistra per il PD
Un contributo di Marco Mazzoli*

Il dibattito congressuale dei DS e della Margherita conclusosi con l’avvio della fase costituente del partito democratico ha avuto momenti di tensione emotiva. All’interno di grandi forze politiche e sociali che tanto hanno contribuito alla storia dell’Italia repubblicana esisteva un certo comprensibile timore di perdere i propri riferimenti culturali e di valori e i contatti con la propria base di riferimento e con la società civile.
Si potrebbe osservare, come è stato fatto, che la varietà di esperienze culturali e di percorsi politici è una ricchezza e non un punto di debolezza, che questa, fase, come altri momenti di cambiamento storico, pur essendo sofferta, è destinata a portare frutti visibili per la politica e la Società italiana negli anni a venire. Tutto questo è vero, anche se i genuini e sinceri timori di perdere valori ideali, radici e riferimenti culturali meritano rispetto e una risposta adeguata, che va data con chiarezza e senza timidezza, cercando luoghi sereni di confronto.
Una parte molto significativa della Sinistra DS ha scelto di non aderire al P D, proprio per questi timori. Un’altra parte della Sinistra DS, insieme ad indipendenti (come chi scrive) e ad altre espressioni della società civile ha scelto di aderire al PD, con forte convinzione, che deriva da diverse considerazioni.
La prima di queste considerazioni è legata al fatto che la tutela dei ceti sociali più deboli, dei lavoratori e l’azione riformatrice per una società più giusta e solidale debbano essere perseguiti in modo non ideologico, con la capacità critica e obiettiva di attingere dall’esperienza storica e culturale di altri, che hanno perseguito questi stessi obiettivi proveniendo da esperienze ideali, politiche e culturali diverse.
Nessuno può negare che il processo storico di costruzione del Welfare State in Italia, la legislazione sociale di tutela del lavoro, degli anziani e dei ceti più deboli della società sono stati costruiti storicamente grazie all’opera di persone di diverse provenienze e non di una sola provenienza: è innegabile il contributo dei padri costituenti e di grandi personaggi politici di ispirazione cristiana, oltre che socialista e laica.
Nel mondo moderno sarebbe assurdo e disonesto, per qualsiasi parte politico-culturale rivendicare un’unicità di meriti nel perseguimento di una società più giusta e solidale.
Così come sarebbe assurdo e disonesto negare che spesso le soluzioni normative e politico-istituzionali ai complessi problemi economico-sociali della società moderna spesso provengono da un dibattito a più voci, dove si costruiscono soluzioni e si confrontano in modo collaborativo (come possono fare persone dello stesso partito e non di partiti in competizione tra di loro) idee anche diverse ma accomunate uno stesso obiettivo e dai comuni valori etici di solidarietà, pace, sviluppo da perseguire con il coinvolgimento dei lavoratori e delle imprese, lotta per la legalità e tutela dell’ambiente.
Ciò che ha sempre accomunato le forze democratiche e riformatrici nelle varie fasi storiche è la ricerca della mobilità sociale. Per la mobilità sociale erano i liberali ottocenteschi, i movimenti socialisti e socialdemocratici degli inizi del Novecento, i dissidenti che lottavano contro il sistema sovietico e i riformatori cristiani, laici e socialisti che hanno contribuito alla costruzione del Welfare State in Occidente. Tutti accomunati dalla valenza etica che la ricerca della mobilità sociale comporta e da un profondo spirito democratico. Ce n’è di che fare un partito.
Ciò scritto, noi come “Associazione della Sinistra per il Partito Democratico” siamo impegnati a sostenere questi argomenti, ma sono tutte le grandi forze dell’Ulivo che devono ritenere un proprio compito disegnare gli ampi connotati riformatori e progressisti per il nuovo partito.
Solo così si sarà in grado di mobilitare le coscienze della società civile.
Solo così il PD affermerà il ruolo centrale di timone per tutta l’alleanza dell’Unione e non correrà il rischio di ridursi, perché troppo esposto al centro, ad una parzialità, insufficiente per riaffermare il bipolarismo.


*Università Cattolica del S. Cuore,
dell'Associazione della Sinistra per il Partito Democratico

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