11.27.2005
Il Piano Strutturale Comunale ed il Quartiere Navile
Alcune considerazioni generali sul PSC di Bologna
Un contributo dei DS el Quartiere più grande della città.
Il processo di elaborazione del nuovo Piano Strutturale Comunale si avvia verso un importante traguardo: la chiusura della Conferenza di Pianificazione.
Tale traguardo ed il concomitante, auspicabile e possibile accordo di Pianificazione tra Comune e Provincia di Bologna, permetterà di procedere con passo deciso verso la successiva adozione e a approvazione del nuovo strumento urbanistico.
L’Unione DS Navile ha ritenuto importante, proprio in questa fase, confrontarsi sulle analisi e sulle proposte avanzate da un Piano che appare riscuotere, nel complesso, un’ampia condivisione relativamente al suo impianto generale.
Appare infatti evidente come sia questo il momento più opportuno per avanzare proposte, suggerimenti e critiche e come, proprio questo, sia apprezzabile che l’Amministrazione Comunale abbia assicurato fin da queste fasi la massima partecipazione all’elaborazione del nuovo strumento.
Dalla discussione dei DS del Navile, in particolare, sono emersi alcuni suggerimenti ed alcuni aspetti critici che appare opportuno affrontare da subito, se si vuole garantire che un Piano positivamente impostato possa determinare, nel futuro, un concreto efficace dispiegarsi del Piano sulla città e sul nostro territorio.
Per iniziare, ci sembra che un concetto andrebbe evidenziato e sviluppato meglio, tanto da costituire un parametro di sostenibilità per tutti gli interventi ipotizzati nel piano: l’accessibilità della città.
Un obiettivo culturale e politico di grande rilievo, che un progetto di questa importanza e respiro dovrebbe porsi in maniera esplicita, è pensare, progettare e costruire una città accogliente e fruibile da tutti colore che la abitano, tenendo conto delle capacità ed attitudini di ciascuno, con particolare riguardo ai cd. soggetti deboli: bambini, portatori di handicap, anziani e donne.
Non vorremmo accorgerci, ad opera terminata, che una importante realizzazione non è agibile per una parte dei cittadini.
Anche Civis, la metro-tramvia ed il people-mover sono stati oggetto del dibattito dell’Unione DS Navile.
In merito a tali infrastrutture, sebbene ripensate e riviste rispetto ai progetti della precedente Amministrazione Comunale, da parte di alcuni sono emerse perplessità, ed in alcuni casi contrarietà circa la loro realizzazione ovvero per il modo in cui esse sono concepite.
Riteniamo opportuno, pertanto, che sia ascoltato e dibattuto il punto di vista critico di quanti ritengono che Civis, metro-tramvia e people-mover, come oggi pensate, comportino grosse difficoltà di integrazione fra loro e con il resto della rete dei trasporti collettivi, mettendo a rischio l’ipotesi della T rovesciata che doveva essere la trave portante di tutto il sistema del TPL urbano.
Nel dibattito è pure emerso che il SFM, l’altra trave portante relativa al sistema metropolitano, andrebbe maggiormente valorizzato. Le 15 fermate urbane, oltre la Stazione Centrale, costituiscono altrettanti punti prioritari per l’espansione, il recupero e l’integrazione di aree determinanti per quel “nuovo disegno di città”, obiettivo qualificante del Piano.
Il PSC ed il Navile
Il quadro conoscitivo del nostro Quartiere fotografa una situazione complessa, fatta di identità forti ed orgogliose della propria storia.
Questo orgoglio si traduce in partecipazione e coinvolgimento sulle tematiche della gestione del territorio, in una misura rilevante che costituisce il segnale dell’attaccamento degli abitanti al luogo dove si è scelto di vivere.
Questo Quartiere è costituito da numerosi nuclei storici (Bolognina, Lame, Pescarola, Corticella, Croce Coperta, Dozza, Noce) raggruppati amministrativamente in una unica entità ma ancora poco efficacemente collegati con il resto del territorio e, alcuni di loro, caratterizzati da situazioni di isolamento e scarsa accessibilità ai servizi.
La elevata consistenza demografica (circa 65000 abitanti) crea una forte richiesta di servizi, soprattutto scolastici e sanitari, in parte insoddisfatti dalla offerta attuale.
La composizione delle popolazione, caratterizzata da una forte presenza di classi anziane, genera una domanda di luoghi di socializzazione ed assistenza, oltre alla richiesta del mantenimento delle rete commerciale di vicinato.
La forte deindustrializzazione che ha interessato il nostro territorio ha creato situazioni di abbandono di grandi complessi, in parte caratterizzati da occupazioni abusive. Tali tipologie di occupazioni si ritrovano anche in alcune zone marginali del territorio, soprattutto nella zona Lame.
Il Navile sarà interessato da gran parte delle trasformazioni urbane programmate da questo piano, per questo la opinione che noi esprimiamo su tale piano non può prescindere dal confronto con la situazione esistente, nella misura in cui affronta le criticità sopra elencate e crea il contesto per poterle affrontare ed avviare a soluzione.
Inoltre si può rilevare che alcuni grandi interventi urbanistici, quali la riqualificazione dell’area dell’Ex-Mercato Ortofrutticolo con la creazione della Sede Unica degli uffici comunali; la creazione lungo il Canale Navile, intorno alla Ex-Fornace Gallotti, di un polo universitario con tre Facoltà (Farmacia, Chimica ed Astronomia) e l’insediamento della nuova sede della Facoltà di Ingegneria nell’area del Lazzaretto non riguardano la discussione sul PSC, poiché già consolidati ed in fase di attuazione. La loro rilevanza, però, è tale, soprattutto per l’impatto che avranno sul territorio circostante, che non si potrà prescinderne nel corso di questa discussione.
Il sistema del verde e la qualità ambientale
Il Quadro conoscitivo individua con il termine “inserti verdi” gli ambiti nei quali un insieme di spazi aperti di diversa natura e di aree verdi pubbliche si trovano connessi a direttrici naturali, storiche e testimoniali di rilievo, tra le quali spiccano i principali corsi d’acqua naturali e artificiali che attraversano la città.
Tali ambiti sono individuati come le più significative possibilità di consolidare e sviluppare il sistema del verde a Bologna.
Osservazioni:
? Lungo Reno: nel nostro territorio ha una porzione non molto lunga ma assai problematica in quanto occupata da una azienda di bitume che ne sfigura il percorso, liberare completamente la sponda est del fiume dovrebbe essere una priorità nella priorità;
? Canale Navile: da tempo se ne chiede la trasformazione a Parco pubblico con collegamento ciclo-pedonale a Corticella ed al Centro Storico, si vorrebbe che si passasse finalmente dalle enunciazioni ai fatti;
? Canaletta Ghisiliera, zone umide di via del Rosario, vecchia tramvia dal DLF alla Manifattura Tabacchi: concordiamo con la loro individuazione, con la sottolineatura delle zone umide di via del Rosario, che per la loro rilevanza ambientale meriterebbero la acquisizione di parte pubblica;
? terreni agricoli di proprietà comunale nei pressi della Dozza, come possibile nucleo di un futuro parco agricolo: si concorda con la necessità di interventi in tale zona, che servano a mitigarne l’isolamento ed a rivalutarne il contesto;
? aree di ex-cava: appare ricco di potenzialità il discorso sul loro recupero, anch’esso pienamente condiviso.
Proposte:
? ci sembra importante dare un disegno unitario a tutti gli interventi prima citati, in maniera da poterli collegare con percorsi ciclo-pedonali e costituire così un unico sistema di rilevante importanza ambientale, culturale e ricreativo. Per dare concretezza e senso a queste ipotesi, visto che per mancanza di risorse non si prevedono espropri, proponiamo il progetto di strutture miste pubblico-privato che elaborino proposte per l’utilizzo collettivo di tali aree;
? in ambito urbano desta preoccupazione la dismissione dell’area del DLF da parte delle Ferrovie: questa costituisce una importante area verde in una zona, la Bolognina, che ne lamenta fortemente la scarsità, per cui se ne chiede la permanenza in mano pubblica;
? in tale contesto avanziamo la proposta del passaggio della manutenzione del verde pubblico al Quartiere, che porterebbe anche ad una maggiore valorizzazione dei volontari che, numerosi, attualmente prestano il loro contributo nella gestione degli spazi verdi del nostro territorio.
Infrastrutture per la mobilità
Il nostro territorio è ampiamente coinvolto dalle grandi infrastrutture ipotizzate nel PSC, la cui previsione, come già detto in premessa generale, ha destato perplessità nel dibattito svolto.
Sebbene ci sia la consapevolezza che l’attuale Amministrazione Comunale non potesse prescindere da scelte inemendabili della precedente Amministrazione (si guardi ad es. a Civis) e che la rinuncia ai finanziamenti per la metro-tramvia avrebbe costituito la perdita di una opportunità per la Città, dal dibattito è emersa la preoccupazione che i nuovi interventi siano scollegati tra di loro e non coordinati con i nuovi insediamenti programmati.
Particolarmente grave per il Quartiere è la drastica diminuzione della qualità del servizio per tutti gli abitanti a nord di piazza dell’Unità che, presumiamo, saranno costretti a rotture di carico per qualsiasi destinazione o a gravi diluizioni delle frequenze.
Il PSC deve essere la sede per raccordare l’architettura all’urbanistica.
Osservazioni:
? traffico di lunga percorrenza: la riconfigurazione della Stazione Ferroviaria, dovuta all’avvento delle linee dell’Alta Velocità, deve diventare l’occasione per attuare la ricucitura storica della Bolognina, e di conseguenza del Navile tutto, con il centro storico;
? Passante Nord dell’autostrada: la sua attuazione aggiungerà tre corsie per senso di marcia alla tangenziale, dovranno essere tutte dedicate al traffico di attraversamento? In assenza di nuovi grandi assi che possano accogliere un flusso di veicoli in entrata ed in uscita molto aumentato (le vie Zanardi, Marco Polo, Arcoveggio, Corticella, Stalingrado rimarranno così come sono) si avanza l’ipotesi di utilizzare tratti della attuale tangenziale per risolvere alcuni problemi di traffico locale, dedicandoli alla circolazione del Quartiere;
? traffico di scambio con i comuni della cintura: si ribadisce la importanza fondamentale del SFM, al quale devono essere dedicate come scelta prioritaria le risorse necessarie per costituire una valida alternativa all’uso dell’auto.
Al riguardo deve essere segnalata la situazione ormai insostenibile del nodo di Croce Coperta che residenti ed esercenti definiscono “ una camera a gas “. La stazione di Corticella, considerato il rilevante pendolarismo proveniente dai comuni di questa parte del territorio della pianura, potrebbe diventare una valida porta di entrata a Bologna da nord se, come era previsto, combaciasse con il capolinea di una struttura importante di TPL;
- mobilità ciclabile e pedonale: risulta difficile, in un contesto di edificato di vecchia data che non permette l’agevole allestimento di piste ciclabili o la percorribilità pedonale lungo tutte le strade. Il completamento della radiale nord ciclabile è un buon segnale, pur perdurando problemi dovuti a mancati interventi per renderla pienamente percorribile in tutta la sua lunghezza. Il Quartiere Navile ha già elaborato, con la partecipazione attiva di associazioni e cittadini, un piano pedonale/ciclabile che permetterebbe di realizzare una concreta mobilità alternativa per tutto il nostro territorio ed oltre; molti tratti sono già fatti, si tratterebbe ora di completare i collegamenti che permettano di utilizzare l’insieme della “rete”, questo permetterebbe di utilizzare anche i fondi messi a disposizione a tal fine dalla Regione;
? trasporto pubblico: su questo versante il PSC allinea tre nuovi progetti: metro-tramvia, filobus (Civis), people-mover Stazione-Aeroporto. Due di essi interessano direttamente il nostro Quartiere, dato che la linea Fiera-Stazione della metro-tramvia avrà un percorso sotterraneo sotto la Bolognina con due fermate, in via della Liberazione ed in Piazza dell’Unità. E’ ipotizzata anche, in un futuro non ben definito, una linea di superficie Stazione–Corticella. Il people-mover, invece, attraverserà in superficie la zona Lame, con una fermata al Lazzaretto;
? traffico urbano: si attende l’avvio della discussione del nuovo PGTU per affrontare una serie di problemi e di interventi, non ultimi la messa in sicurezza di diverse strade ed il completamento delle zone a sosta regolamentata, in alcuni casi già programmati ma non attuati dalla giunta precedente, che porterebbero sollievo ad un Quartiere con forti problemi di mobilità.
Proposte:
Resta, però, irrisolto il principale nodo viario del nostro Quartiere, il completamento del collegamento fra l’Asse sud/ovest e la circonvallazione dell’89, che all’epoca dell’approvazione del PRG vigente fu definito la spina dorsale dell’espansione della città. Purtroppo mentre le costole sono state attuate o sono in via di attuazione o progettazione (CNR, Ipermercato Lame, Ipermercato Castorama, Duc Fiera, area ex- Lazzaretto, area ex- Mercato, area via Serlio, area ex-Minganti) dopo il tunnel sotto lo scalo ferroviario del Ravone nulla è stato fatto, innescando condizioni di intransitabilità ed inabitabilità sul segmento Lazzaretto/Zanardi/Grazia che sopporta flussi di traffico inenarrabili in ogni ora del giorno e della notte. Anche il problema dell’attraversamento della Bolognina non ha ricevuto l’attenzione necessaria. Non riteniamo possibile continuare a costruire senza avere preventivamente affrontato e risolto questi problemi.
Ambiti di riqualificazione e nuovi insediamenti
Osservazioni:
? Bolognina: è la parte del nostro Quartiere che ha più bisogno di avviare sul proprio territorio interventi di rigenerazione e rivitalizzazione. Le dismissioni di quasi tutti i complessi industriali unite a quella, ormai prossima, dell’area militare della caserma “Sani” hanno creato un vuoto da colmare. I 120 ettari dell’area compresa tra via Stalingrado, via Creti, l’Ippodromo Arcoveggio e la linea ferroviaria di cintura sono il quadrante individuato nel Documento preliminare come ambito da riqualificare;
? Lame: i problemi principali sono costituiti, per l’esistente, dalla sicurezza stradale nelle aree adiacenti a via della Grazia, via Zanardi, via Vasco de Gama e via Marco Polo oltre alla situazione di isolamento dell’insediamento della Noce. Per affrontare tali problematiche sono stati approntati alcuni progetti, già completati, ma fermi da anni per problemi di risorse. In prospettiva, invece, sono i nuovi grandi insediamenti universitari in corso di attuazione al Lazzaretto e intorno alla Ex Fornace Gallotti sul Canale Navile che destano preoccupazione, in quanto appaiono irrisolti i problemi di collegamento di tali aree con il territorio circostante. Tali progetti, che si prefiggono la creazione di grandi poli funzionali, attrattori di persone, senza la contestuale creazione di una adeguata rete di infrastrutture per la mobilità, si vanno a sovrapporre ad una situazione consolidata assi critica, priva di un collegamento pubblico diretto con il centro storico e non risolta nemmeno dai nuovi interventi: l’unica grande infrastruttura viaria in progetto che coinvolge questa zona, il people-mover, la “sorvola” letteralmente, non apportando alcun alleggerimento alla viabilità locale. La situazione già oggi difficile di un quadrante in cui si riversa una grande mole di traffico di attraversamento potrà, quindi, solo peggiorare;
? Corticella: anche per questa zona si lamentano problemi per la messa in sicurezza delle strade esistenti ed un problema di inadeguati collegamenti pubblici con il centro storico, in particolare appaiono necessari la realizzazione delle rotonde, previste da tempo, per evitare code ed incidenti e l’adeguamento del sottopassaggio che collega il Villaggio Rurale al centro di Corticella (promesso da decenni dalle varia Giunte) oltre al problema già sollevato in precedenza della inadeguatezza delle infrastrutture viarie esistenti a fronte dei nuovi insediamenti previsti, in questo caso residenziali, a est dell’asse Stendhal-Shakespeare. Il trasporto pubblico attualmente operativo, la linea n. 27 dell’ATC, non potrà sopportare un’ulteriore aggravio di utenza: appare indispensabile la creazione di una tramvia che colleghi questa importante zona del Quartiere con il centro storico. Da anni era stata scelta come linea prioritaria da realizzare in quanto una delle più utilizzate, come lo è ancora oggi;
? nuovi insediamenti residenziali: rileviamo con favore che è stato ridimensionato (da 20000 a 8000) il faraonico progetto di nuove costruzioni ipotizzato dalla giunta precedente, che coinvolgeva anche il nostro Quartiere. In tale ambito, la costruzione di 2000 alloggi pubblici a locazione nelle aree dell’Ex-Mercato e del Lazzaretto (le ultime grandi aree di proprietà comunale rimaste libere a Bologna), potrà costituire una risposta importante, e data nel nostro territorio, alla domanda irrisolta di case a canone convenzionato che costituisce uno degli ostacoli maggiori al ripopolamento ed al ricambio generazionale della nostra città.
Proposte:
? Riqualificazione della Bolognina: a tale fine occorrerà predisporre un piano organico ed unitario che si ponga come obbiettivo la restituzione di identità ed il miglioramento della qualità del territorio, risolvendo contestualmente la carenza di aree verdi, servizi scolastici e socio-sanitari che i cittadini lamentano. Tali interventi dovranno essere valutati nell’ottica delle sostenibilità ambientale e sociale, discussi preliminarmente con il Quartiere ed i residenti. Dovranno coinvolgere anche le zone circostanti: isole pedonalizzate, aree a velocità limitata, valorizzazione del commercio di vicinato, sviluppo delle funzioni ricreative, sono tutti elementi che concorrerebbero a restituire a questa zona quella fisionomia di naturale prolungamento del centro storico che ha indubbiamente perduto;
? mobilità alle Lame: si chiede che, contemporaneamente ai progetti dei nuovi insediamenti, si sviluppino anche quelli delle necessarie infrastrutture viarie, ed al cui contestuale realizzo sia condizionata la fattibilità delle opere;
? in merito alle aree da riqualificare assume grande importanza lo sviluppo del SFM: è atteso nel nostro Quartiere anche per l’occasione che la costruzione delle tre stazioni ad esso inerenti, Corticella, Zanardi e Prati di Caprara, darà per ridisegnare le aree ad esso circostanti. Questo intervento costituisce una occasione per riprogettare e recuperare importanti parti del nostro territorio, come già accennato in premessa. Purtroppo il progetto vincente per la sistemazione dell’area del Lazzaretto non ha tenuto in considerazione le due stazioni adiacenti (Prati di Caprara e Zanardi);
? un altro tema, che costituisce una sfida interessante, è la definizione di nuove centralità nel Quartiere; accanto a quelle tradizionali e ormai “storicizzate”: piazza dell’Unità e l’Ippodromo Arcoveggio alla Bolognina, il centro civico di via Marco Polo alle Lame, il parco della Ca’ Buia, Villa Torchi ed il centro civico di via Gorky a Corticella, abbiamo vaste zone prive di un particolare luogo di attrazione e caratterizzazione. Il progetto del nuovo PSC potrebbe essere il momento giusto per individuarle e progettarle.
Conclusioni
Operando in un ambito di risorse ben determinato, ci sembra necessario fissare una scala di priorità negli interventi sopra citati:
1. completamento della infrastruttura di collegamento fra l’Asse sud/ovest e la Circonvallazione dell’89 con adeguamento dell’attraversamento della Bolognina;
2. avvio della fase operativa per i progetti già consolidati: aree Ex-Mercato Ortofrutticolo e Bertalia-Lazzaretto;
3. progettazione degli interventi nelle aree dismesse della Bolognina;
4. riqualificazione della “vecchia Corticella” e della zona Stazione/Pastificio, oltre al sistema della viabilità primaria per Corticella stessa e di conseguenza per Croce Coperta;
5. completamento dei collegamenti che permettano di utilizzare l’insieme della rete ciclabile;
6. progettazione dei nuovi insediamenti residenziali a Corticella.
La sistemazione dell’esistente non va trascurata: avviare nuove grandi opere senza prima attuare i progetti, di importanza minore sul piano cittadino ma rilevanti su quello locale, già completati ma ancora inattuati, come ricordato sopra nella parte dedicata alle zone Lame e Corticella, non contribuisce ad instaurare un rapporto di piena fiducia dei cittadini con la pubblica amministrazione.
Fuori dal PSC, perché già consolidato, ma imprescindibile per la sua vastità ed importanza, si può citare il riassetto dell’area dell’Ex Mercato Ortofrutticolo. Questo intervento ha ricevuto un contributo determinante da parte di un “Laboratorio di Urbanistica Partecipata”, un percorso che ha costituito una delle esperienze più interessanti di governo del territorio viste negli ultimi anni a Bologna.
Tale esperienza, visti i risultati positivi, crediamo debba essere ripetuta per tutte le analoghe situazioni che troviamo nel nostro Quartiere, cioè il riassetto dell’area Bertalia-Lazzaretto, la riqualificazione della Bolognina, il restyling della Stazione ferroviaria. Siamo consapevoli che in queste situazioni non c’è un precedente di elaborazione politica del territorio come all’Ex-Mercato, ma le dimensioni e l’importanza delle aree interessate è tale che non si può prescindere, per il progetto del loro futuro, da un confronto di merito con i cittadini.
Alcune considerazioni generali sul PSC di Bologna
Un contributo dei DS el Quartiere più grande della città.
Il processo di elaborazione del nuovo Piano Strutturale Comunale si avvia verso un importante traguardo: la chiusura della Conferenza di Pianificazione.
Tale traguardo ed il concomitante, auspicabile e possibile accordo di Pianificazione tra Comune e Provincia di Bologna, permetterà di procedere con passo deciso verso la successiva adozione e a approvazione del nuovo strumento urbanistico.
L’Unione DS Navile ha ritenuto importante, proprio in questa fase, confrontarsi sulle analisi e sulle proposte avanzate da un Piano che appare riscuotere, nel complesso, un’ampia condivisione relativamente al suo impianto generale.
Appare infatti evidente come sia questo il momento più opportuno per avanzare proposte, suggerimenti e critiche e come, proprio questo, sia apprezzabile che l’Amministrazione Comunale abbia assicurato fin da queste fasi la massima partecipazione all’elaborazione del nuovo strumento.
Dalla discussione dei DS del Navile, in particolare, sono emersi alcuni suggerimenti ed alcuni aspetti critici che appare opportuno affrontare da subito, se si vuole garantire che un Piano positivamente impostato possa determinare, nel futuro, un concreto efficace dispiegarsi del Piano sulla città e sul nostro territorio.
Per iniziare, ci sembra che un concetto andrebbe evidenziato e sviluppato meglio, tanto da costituire un parametro di sostenibilità per tutti gli interventi ipotizzati nel piano: l’accessibilità della città.
Un obiettivo culturale e politico di grande rilievo, che un progetto di questa importanza e respiro dovrebbe porsi in maniera esplicita, è pensare, progettare e costruire una città accogliente e fruibile da tutti colore che la abitano, tenendo conto delle capacità ed attitudini di ciascuno, con particolare riguardo ai cd. soggetti deboli: bambini, portatori di handicap, anziani e donne.
Non vorremmo accorgerci, ad opera terminata, che una importante realizzazione non è agibile per una parte dei cittadini.
Anche Civis, la metro-tramvia ed il people-mover sono stati oggetto del dibattito dell’Unione DS Navile.
In merito a tali infrastrutture, sebbene ripensate e riviste rispetto ai progetti della precedente Amministrazione Comunale, da parte di alcuni sono emerse perplessità, ed in alcuni casi contrarietà circa la loro realizzazione ovvero per il modo in cui esse sono concepite.
Riteniamo opportuno, pertanto, che sia ascoltato e dibattuto il punto di vista critico di quanti ritengono che Civis, metro-tramvia e people-mover, come oggi pensate, comportino grosse difficoltà di integrazione fra loro e con il resto della rete dei trasporti collettivi, mettendo a rischio l’ipotesi della T rovesciata che doveva essere la trave portante di tutto il sistema del TPL urbano.
Nel dibattito è pure emerso che il SFM, l’altra trave portante relativa al sistema metropolitano, andrebbe maggiormente valorizzato. Le 15 fermate urbane, oltre la Stazione Centrale, costituiscono altrettanti punti prioritari per l’espansione, il recupero e l’integrazione di aree determinanti per quel “nuovo disegno di città”, obiettivo qualificante del Piano.
Il PSC ed il Navile
Il quadro conoscitivo del nostro Quartiere fotografa una situazione complessa, fatta di identità forti ed orgogliose della propria storia.
Questo orgoglio si traduce in partecipazione e coinvolgimento sulle tematiche della gestione del territorio, in una misura rilevante che costituisce il segnale dell’attaccamento degli abitanti al luogo dove si è scelto di vivere.
Questo Quartiere è costituito da numerosi nuclei storici (Bolognina, Lame, Pescarola, Corticella, Croce Coperta, Dozza, Noce) raggruppati amministrativamente in una unica entità ma ancora poco efficacemente collegati con il resto del territorio e, alcuni di loro, caratterizzati da situazioni di isolamento e scarsa accessibilità ai servizi.
La elevata consistenza demografica (circa 65000 abitanti) crea una forte richiesta di servizi, soprattutto scolastici e sanitari, in parte insoddisfatti dalla offerta attuale.
La composizione delle popolazione, caratterizzata da una forte presenza di classi anziane, genera una domanda di luoghi di socializzazione ed assistenza, oltre alla richiesta del mantenimento delle rete commerciale di vicinato.
La forte deindustrializzazione che ha interessato il nostro territorio ha creato situazioni di abbandono di grandi complessi, in parte caratterizzati da occupazioni abusive. Tali tipologie di occupazioni si ritrovano anche in alcune zone marginali del territorio, soprattutto nella zona Lame.
Il Navile sarà interessato da gran parte delle trasformazioni urbane programmate da questo piano, per questo la opinione che noi esprimiamo su tale piano non può prescindere dal confronto con la situazione esistente, nella misura in cui affronta le criticità sopra elencate e crea il contesto per poterle affrontare ed avviare a soluzione.
Inoltre si può rilevare che alcuni grandi interventi urbanistici, quali la riqualificazione dell’area dell’Ex-Mercato Ortofrutticolo con la creazione della Sede Unica degli uffici comunali; la creazione lungo il Canale Navile, intorno alla Ex-Fornace Gallotti, di un polo universitario con tre Facoltà (Farmacia, Chimica ed Astronomia) e l’insediamento della nuova sede della Facoltà di Ingegneria nell’area del Lazzaretto non riguardano la discussione sul PSC, poiché già consolidati ed in fase di attuazione. La loro rilevanza, però, è tale, soprattutto per l’impatto che avranno sul territorio circostante, che non si potrà prescinderne nel corso di questa discussione.
Il sistema del verde e la qualità ambientale
Il Quadro conoscitivo individua con il termine “inserti verdi” gli ambiti nei quali un insieme di spazi aperti di diversa natura e di aree verdi pubbliche si trovano connessi a direttrici naturali, storiche e testimoniali di rilievo, tra le quali spiccano i principali corsi d’acqua naturali e artificiali che attraversano la città.
Tali ambiti sono individuati come le più significative possibilità di consolidare e sviluppare il sistema del verde a Bologna.
Osservazioni:
? Lungo Reno: nel nostro territorio ha una porzione non molto lunga ma assai problematica in quanto occupata da una azienda di bitume che ne sfigura il percorso, liberare completamente la sponda est del fiume dovrebbe essere una priorità nella priorità;
? Canale Navile: da tempo se ne chiede la trasformazione a Parco pubblico con collegamento ciclo-pedonale a Corticella ed al Centro Storico, si vorrebbe che si passasse finalmente dalle enunciazioni ai fatti;
? Canaletta Ghisiliera, zone umide di via del Rosario, vecchia tramvia dal DLF alla Manifattura Tabacchi: concordiamo con la loro individuazione, con la sottolineatura delle zone umide di via del Rosario, che per la loro rilevanza ambientale meriterebbero la acquisizione di parte pubblica;
? terreni agricoli di proprietà comunale nei pressi della Dozza, come possibile nucleo di un futuro parco agricolo: si concorda con la necessità di interventi in tale zona, che servano a mitigarne l’isolamento ed a rivalutarne il contesto;
? aree di ex-cava: appare ricco di potenzialità il discorso sul loro recupero, anch’esso pienamente condiviso.
Proposte:
? ci sembra importante dare un disegno unitario a tutti gli interventi prima citati, in maniera da poterli collegare con percorsi ciclo-pedonali e costituire così un unico sistema di rilevante importanza ambientale, culturale e ricreativo. Per dare concretezza e senso a queste ipotesi, visto che per mancanza di risorse non si prevedono espropri, proponiamo il progetto di strutture miste pubblico-privato che elaborino proposte per l’utilizzo collettivo di tali aree;
? in ambito urbano desta preoccupazione la dismissione dell’area del DLF da parte delle Ferrovie: questa costituisce una importante area verde in una zona, la Bolognina, che ne lamenta fortemente la scarsità, per cui se ne chiede la permanenza in mano pubblica;
? in tale contesto avanziamo la proposta del passaggio della manutenzione del verde pubblico al Quartiere, che porterebbe anche ad una maggiore valorizzazione dei volontari che, numerosi, attualmente prestano il loro contributo nella gestione degli spazi verdi del nostro territorio.
Infrastrutture per la mobilità
Il nostro territorio è ampiamente coinvolto dalle grandi infrastrutture ipotizzate nel PSC, la cui previsione, come già detto in premessa generale, ha destato perplessità nel dibattito svolto.
Sebbene ci sia la consapevolezza che l’attuale Amministrazione Comunale non potesse prescindere da scelte inemendabili della precedente Amministrazione (si guardi ad es. a Civis) e che la rinuncia ai finanziamenti per la metro-tramvia avrebbe costituito la perdita di una opportunità per la Città, dal dibattito è emersa la preoccupazione che i nuovi interventi siano scollegati tra di loro e non coordinati con i nuovi insediamenti programmati.
Particolarmente grave per il Quartiere è la drastica diminuzione della qualità del servizio per tutti gli abitanti a nord di piazza dell’Unità che, presumiamo, saranno costretti a rotture di carico per qualsiasi destinazione o a gravi diluizioni delle frequenze.
Il PSC deve essere la sede per raccordare l’architettura all’urbanistica.
Osservazioni:
? traffico di lunga percorrenza: la riconfigurazione della Stazione Ferroviaria, dovuta all’avvento delle linee dell’Alta Velocità, deve diventare l’occasione per attuare la ricucitura storica della Bolognina, e di conseguenza del Navile tutto, con il centro storico;
? Passante Nord dell’autostrada: la sua attuazione aggiungerà tre corsie per senso di marcia alla tangenziale, dovranno essere tutte dedicate al traffico di attraversamento? In assenza di nuovi grandi assi che possano accogliere un flusso di veicoli in entrata ed in uscita molto aumentato (le vie Zanardi, Marco Polo, Arcoveggio, Corticella, Stalingrado rimarranno così come sono) si avanza l’ipotesi di utilizzare tratti della attuale tangenziale per risolvere alcuni problemi di traffico locale, dedicandoli alla circolazione del Quartiere;
? traffico di scambio con i comuni della cintura: si ribadisce la importanza fondamentale del SFM, al quale devono essere dedicate come scelta prioritaria le risorse necessarie per costituire una valida alternativa all’uso dell’auto.
Al riguardo deve essere segnalata la situazione ormai insostenibile del nodo di Croce Coperta che residenti ed esercenti definiscono “ una camera a gas “. La stazione di Corticella, considerato il rilevante pendolarismo proveniente dai comuni di questa parte del territorio della pianura, potrebbe diventare una valida porta di entrata a Bologna da nord se, come era previsto, combaciasse con il capolinea di una struttura importante di TPL;
- mobilità ciclabile e pedonale: risulta difficile, in un contesto di edificato di vecchia data che non permette l’agevole allestimento di piste ciclabili o la percorribilità pedonale lungo tutte le strade. Il completamento della radiale nord ciclabile è un buon segnale, pur perdurando problemi dovuti a mancati interventi per renderla pienamente percorribile in tutta la sua lunghezza. Il Quartiere Navile ha già elaborato, con la partecipazione attiva di associazioni e cittadini, un piano pedonale/ciclabile che permetterebbe di realizzare una concreta mobilità alternativa per tutto il nostro territorio ed oltre; molti tratti sono già fatti, si tratterebbe ora di completare i collegamenti che permettano di utilizzare l’insieme della “rete”, questo permetterebbe di utilizzare anche i fondi messi a disposizione a tal fine dalla Regione;
? trasporto pubblico: su questo versante il PSC allinea tre nuovi progetti: metro-tramvia, filobus (Civis), people-mover Stazione-Aeroporto. Due di essi interessano direttamente il nostro Quartiere, dato che la linea Fiera-Stazione della metro-tramvia avrà un percorso sotterraneo sotto la Bolognina con due fermate, in via della Liberazione ed in Piazza dell’Unità. E’ ipotizzata anche, in un futuro non ben definito, una linea di superficie Stazione–Corticella. Il people-mover, invece, attraverserà in superficie la zona Lame, con una fermata al Lazzaretto;
? traffico urbano: si attende l’avvio della discussione del nuovo PGTU per affrontare una serie di problemi e di interventi, non ultimi la messa in sicurezza di diverse strade ed il completamento delle zone a sosta regolamentata, in alcuni casi già programmati ma non attuati dalla giunta precedente, che porterebbero sollievo ad un Quartiere con forti problemi di mobilità.
Proposte:
Resta, però, irrisolto il principale nodo viario del nostro Quartiere, il completamento del collegamento fra l’Asse sud/ovest e la circonvallazione dell’89, che all’epoca dell’approvazione del PRG vigente fu definito la spina dorsale dell’espansione della città. Purtroppo mentre le costole sono state attuate o sono in via di attuazione o progettazione (CNR, Ipermercato Lame, Ipermercato Castorama, Duc Fiera, area ex- Lazzaretto, area ex- Mercato, area via Serlio, area ex-Minganti) dopo il tunnel sotto lo scalo ferroviario del Ravone nulla è stato fatto, innescando condizioni di intransitabilità ed inabitabilità sul segmento Lazzaretto/Zanardi/Grazia che sopporta flussi di traffico inenarrabili in ogni ora del giorno e della notte. Anche il problema dell’attraversamento della Bolognina non ha ricevuto l’attenzione necessaria. Non riteniamo possibile continuare a costruire senza avere preventivamente affrontato e risolto questi problemi.
Ambiti di riqualificazione e nuovi insediamenti
Osservazioni:
? Bolognina: è la parte del nostro Quartiere che ha più bisogno di avviare sul proprio territorio interventi di rigenerazione e rivitalizzazione. Le dismissioni di quasi tutti i complessi industriali unite a quella, ormai prossima, dell’area militare della caserma “Sani” hanno creato un vuoto da colmare. I 120 ettari dell’area compresa tra via Stalingrado, via Creti, l’Ippodromo Arcoveggio e la linea ferroviaria di cintura sono il quadrante individuato nel Documento preliminare come ambito da riqualificare;
? Lame: i problemi principali sono costituiti, per l’esistente, dalla sicurezza stradale nelle aree adiacenti a via della Grazia, via Zanardi, via Vasco de Gama e via Marco Polo oltre alla situazione di isolamento dell’insediamento della Noce. Per affrontare tali problematiche sono stati approntati alcuni progetti, già completati, ma fermi da anni per problemi di risorse. In prospettiva, invece, sono i nuovi grandi insediamenti universitari in corso di attuazione al Lazzaretto e intorno alla Ex Fornace Gallotti sul Canale Navile che destano preoccupazione, in quanto appaiono irrisolti i problemi di collegamento di tali aree con il territorio circostante. Tali progetti, che si prefiggono la creazione di grandi poli funzionali, attrattori di persone, senza la contestuale creazione di una adeguata rete di infrastrutture per la mobilità, si vanno a sovrapporre ad una situazione consolidata assi critica, priva di un collegamento pubblico diretto con il centro storico e non risolta nemmeno dai nuovi interventi: l’unica grande infrastruttura viaria in progetto che coinvolge questa zona, il people-mover, la “sorvola” letteralmente, non apportando alcun alleggerimento alla viabilità locale. La situazione già oggi difficile di un quadrante in cui si riversa una grande mole di traffico di attraversamento potrà, quindi, solo peggiorare;
? Corticella: anche per questa zona si lamentano problemi per la messa in sicurezza delle strade esistenti ed un problema di inadeguati collegamenti pubblici con il centro storico, in particolare appaiono necessari la realizzazione delle rotonde, previste da tempo, per evitare code ed incidenti e l’adeguamento del sottopassaggio che collega il Villaggio Rurale al centro di Corticella (promesso da decenni dalle varia Giunte) oltre al problema già sollevato in precedenza della inadeguatezza delle infrastrutture viarie esistenti a fronte dei nuovi insediamenti previsti, in questo caso residenziali, a est dell’asse Stendhal-Shakespeare. Il trasporto pubblico attualmente operativo, la linea n. 27 dell’ATC, non potrà sopportare un’ulteriore aggravio di utenza: appare indispensabile la creazione di una tramvia che colleghi questa importante zona del Quartiere con il centro storico. Da anni era stata scelta come linea prioritaria da realizzare in quanto una delle più utilizzate, come lo è ancora oggi;
? nuovi insediamenti residenziali: rileviamo con favore che è stato ridimensionato (da 20000 a 8000) il faraonico progetto di nuove costruzioni ipotizzato dalla giunta precedente, che coinvolgeva anche il nostro Quartiere. In tale ambito, la costruzione di 2000 alloggi pubblici a locazione nelle aree dell’Ex-Mercato e del Lazzaretto (le ultime grandi aree di proprietà comunale rimaste libere a Bologna), potrà costituire una risposta importante, e data nel nostro territorio, alla domanda irrisolta di case a canone convenzionato che costituisce uno degli ostacoli maggiori al ripopolamento ed al ricambio generazionale della nostra città.
Proposte:
? Riqualificazione della Bolognina: a tale fine occorrerà predisporre un piano organico ed unitario che si ponga come obbiettivo la restituzione di identità ed il miglioramento della qualità del territorio, risolvendo contestualmente la carenza di aree verdi, servizi scolastici e socio-sanitari che i cittadini lamentano. Tali interventi dovranno essere valutati nell’ottica delle sostenibilità ambientale e sociale, discussi preliminarmente con il Quartiere ed i residenti. Dovranno coinvolgere anche le zone circostanti: isole pedonalizzate, aree a velocità limitata, valorizzazione del commercio di vicinato, sviluppo delle funzioni ricreative, sono tutti elementi che concorrerebbero a restituire a questa zona quella fisionomia di naturale prolungamento del centro storico che ha indubbiamente perduto;
? mobilità alle Lame: si chiede che, contemporaneamente ai progetti dei nuovi insediamenti, si sviluppino anche quelli delle necessarie infrastrutture viarie, ed al cui contestuale realizzo sia condizionata la fattibilità delle opere;
? in merito alle aree da riqualificare assume grande importanza lo sviluppo del SFM: è atteso nel nostro Quartiere anche per l’occasione che la costruzione delle tre stazioni ad esso inerenti, Corticella, Zanardi e Prati di Caprara, darà per ridisegnare le aree ad esso circostanti. Questo intervento costituisce una occasione per riprogettare e recuperare importanti parti del nostro territorio, come già accennato in premessa. Purtroppo il progetto vincente per la sistemazione dell’area del Lazzaretto non ha tenuto in considerazione le due stazioni adiacenti (Prati di Caprara e Zanardi);
? un altro tema, che costituisce una sfida interessante, è la definizione di nuove centralità nel Quartiere; accanto a quelle tradizionali e ormai “storicizzate”: piazza dell’Unità e l’Ippodromo Arcoveggio alla Bolognina, il centro civico di via Marco Polo alle Lame, il parco della Ca’ Buia, Villa Torchi ed il centro civico di via Gorky a Corticella, abbiamo vaste zone prive di un particolare luogo di attrazione e caratterizzazione. Il progetto del nuovo PSC potrebbe essere il momento giusto per individuarle e progettarle.
Conclusioni
Operando in un ambito di risorse ben determinato, ci sembra necessario fissare una scala di priorità negli interventi sopra citati:
1. completamento della infrastruttura di collegamento fra l’Asse sud/ovest e la Circonvallazione dell’89 con adeguamento dell’attraversamento della Bolognina;
2. avvio della fase operativa per i progetti già consolidati: aree Ex-Mercato Ortofrutticolo e Bertalia-Lazzaretto;
3. progettazione degli interventi nelle aree dismesse della Bolognina;
4. riqualificazione della “vecchia Corticella” e della zona Stazione/Pastificio, oltre al sistema della viabilità primaria per Corticella stessa e di conseguenza per Croce Coperta;
5. completamento dei collegamenti che permettano di utilizzare l’insieme della rete ciclabile;
6. progettazione dei nuovi insediamenti residenziali a Corticella.
La sistemazione dell’esistente non va trascurata: avviare nuove grandi opere senza prima attuare i progetti, di importanza minore sul piano cittadino ma rilevanti su quello locale, già completati ma ancora inattuati, come ricordato sopra nella parte dedicata alle zone Lame e Corticella, non contribuisce ad instaurare un rapporto di piena fiducia dei cittadini con la pubblica amministrazione.
Fuori dal PSC, perché già consolidato, ma imprescindibile per la sua vastità ed importanza, si può citare il riassetto dell’area dell’Ex Mercato Ortofrutticolo. Questo intervento ha ricevuto un contributo determinante da parte di un “Laboratorio di Urbanistica Partecipata”, un percorso che ha costituito una delle esperienze più interessanti di governo del territorio viste negli ultimi anni a Bologna.
Tale esperienza, visti i risultati positivi, crediamo debba essere ripetuta per tutte le analoghe situazioni che troviamo nel nostro Quartiere, cioè il riassetto dell’area Bertalia-Lazzaretto, la riqualificazione della Bolognina, il restyling della Stazione ferroviaria. Siamo consapevoli che in queste situazioni non c’è un precedente di elaborazione politica del territorio come all’Ex-Mercato, ma le dimensioni e l’importanza delle aree interessate è tale che non si può prescindere, per il progetto del loro futuro, da un confronto di merito con i cittadini.