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10.29.2004

Appello-Lettera Aperta a sostegno di Adriano Sansa

Un ennesimo atto d¹arroganza e di imperio da parte del Ministro secessionista che vorrebbe riformare e garantire la Giustizia, a cui occorre opporsi con la forza della civiltà democratica, con coscienza autenticamente liberale.
Adriano Sansa è persona di indubbia integrità morale, dimostratasi, sempre, libera da ogni sorta di condizionamento ideologico o politico. In ogni ambito del suo operato è sempre stato centrale l¹attaccamento ai principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, come il suo agire sempre ispirato al rispetto rigoroso del Diritto.Adriano Sansa ha sempre dimostrato, con il suo comportamento e con il suo operato di non avere padroni e di non assoggettarsi mai ad alcun Potere. Da magistrato ha sempre applicato la legge, criticandone gli eccessi o i limiti al solo fine di contribuire a renderla rispondente ai bisogni di Legalità e di un¹effettiva applicazione del Diritto, partendo dall¹esigenza di una giustizia volta a punire gli illeciti ed i delitti da chiunque essi siano stati commessi, poveri o ricchi, potenti o persone semplici.Adriano Sansa è stato linciato pubblicamente e messo sotto accusa per aver detto quello che la Costituzione gli garantisce di dire: il suo Pensiero.
E¹ stato assolto dal Consiglio Superiore della Magistratura che rigettò le oltraggiose accuse del Ministro di Berlusconi.Sappiamo tutti che a chi oggi ci governa non piace un giudice (e nemmeno l¹uomo semplice) il quale avendo memoria dei fatti storici ha saputo sempre applicare la legge e non ha mai assolto moralmente quanti operano per lo stravolgimento dell¹ordinamento democratico del Paese.La decisione di non firmare la nomina approvata in modo unanime dal CSM di Adriano Sansa a Presidente del Tribunale dei Minori di Genova, è gravissima per tutte queste ragioni; comportando altresì la conseguenza di lasciare il Tribunale dei Minori di Genova ancora paralizzato, dopo un intero anno, e dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che all¹Ing. Castelli non importa nulla di garantire il funzionamento della Giustizia, contando per lui invece solo i suoi fatti personali.Ci appelliamo al Presidente della Repubblica affinché, in qualità di Presidente del CSM, intervenga subito per dare attuazione alla delibera di nomina di Adriano Sansa a Presidente del Tribunale dei Minori così da tutelare l¹autonomia e l¹indipendenza dei magistrati, minata dalla gestione operativa del Guardasigilli, oltre che dalle proposte di riforma della Giustizia mirate ad imbavagliare la magistratura.
Ci associamo ancora una volta al grido che, Adriano Sansa, portò in occasione della visita al Palazzo di Giustizia di Genova del Ing. Castelli: ³VIVA L¹ITALIA² LIBERA E FIGLIA DELLA COSTITUZIONE DEMOCRATICA!

Promotori:
Salvatore Ottavio Cosma, Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion, Giuseppe Rizzial

hanno già sottoscritto:

Enzo Biagi, Marco Travaglio, Beppe Grillo, Eugenio Finardi, Marco Paolini, Daniele Luttazzi,Dori Ghezzi, Marino e Sandro Severini (the Gang), Don Luigi Ciotti, Padre Alex Zanotelli,Ignazio Juan Patrone, Elisabetta Morosini, Elia Taddeo, Giorgio Altieri, Roberto Braccialini,Roberto Pertile, Laura Curcio, Gioacchino Romeo, Loredana Morandi, Francesco Caruso, Simona Sapienza, Lorenzo Frigerio, Sergio Cofferati, Corrado Augias, Sandro Curzi, Marcello Zinola, Giovanni Giaccone, Paolo Flores d'Arcais, Massimo Cacciari, On. Fausto Bertinotti, Sen. Fancesco Martone, Sen. Antonello Falomi, Sen. Aleandro Longhi, On. Carlo Rognoni, Sen. Nando Dalla Chiesa, On. Achille Occhetto, On. Marta Vincenzi, On. Elio Veltri, On. Diego Novelli, On. Giovanni Russo, Carlo Russo, Pancho Pardi, Alessandro Morelli, Silvia Bonucci, Simona Peverelli, Alfredo Agasso, Elisabetta Caponnetto, Marina Astrologo, Laura Romeo Caselli, Salvatore Calleri, Giuliano Gallanti, Giuseppe Burlando, Vittorio Flick, Maddalena Benazzoli Flick, Francesco Caruso, Luisa Parlavecchio, Marco Lazzerini, Lorenzo Guadanucci, Marco Hagge, Susanna Agostini, Roberto Stavini, Marcello Forni, Andrea Misuri, Maria Barbieri, Ornella Rosolino, Angelo Rosolino, Elvio Di Cesare, Franca Paniconi, Pasquale Valente, Marisa Pallanti, Cesare Barbini, Anita Piromalli, Stefano Parodi, Josetta Saffirio, Enzo Agasso, Pierfrancesco Massia, Massimo Pigoni, Eugenio Massolo, Franco Barchi, Caterina Fasolini, Chito Guala, Giovanni Meriana, Marco Evangelisti, Luigi Luzzati, Francesco Besio, Sandro Nosengo, Don Antonio Balletto, Camillo Arcuri, Paolo Fasce, Annalisa Calcagno Maniglio, Giunio Luzzatto, Giovanni Regaldo, Anna Giacobbe, Walter Fabiocchi, Angelo Cifatte, Ugo Montecchi, Renato Carpi, Bruno Del Pino, Paola Balbi, Nadia Carì, Massimiliano Morettini, Fulvio Molfino, Walter Seggi, Angela Burlando, Giancarlo Bonifai, Mino Ronzitti, Adelina Maiocco, Brunella Bensi, Antonio Filco, Stefano Spina, Giuliano Reginelli, Maria Luisa Ottazzi, Matteo Pascarelli, Guido Guido, Mauro Russo, Sandra Martorelli, Laura Grillo, Sandro Botticelli, Paolo Bianchi, Tina Lungobando, Daniela Mangini, Alfredo Gioventù, Mario Bacigalupo, Germana Granelli, Gianfranco Scartabelli, Lia Orzati Francesco Prete, Rocco Morelli, Franco Amadori, Carlo Brizzi, Federico Martellacci, Giovanna Tasso, Michele Tasso, Romano Vernazzani, Ledi Gatti, Patrizia Marchiati, Walter Massa, Giorgio Boratto, Luigi Gardella, Renata Occhi, Rossana Musso, Michele Piccardo, Sergio Morana, Giorgio Grimaldi, Marina Milan, Danilo Sanguineti, Virgilio Canepa, Mario Cicchetti, Angelo Ferrando, Paola Monticelli, Antonio Giacalone, Renzo Coletti, Ivano Mascamora, Carlo Ferraris, Enrico Piemontese, Domenico Gallo, Arturo Cami, Salvatore Pandolfo, Rosa Poggi, Donatella Arpaia,GianFranco Ciappina, MariaPia Molinari, Giuseppe Becchi, Milvia Maragliano,Raffaele Picardi, Wilson Molinari, Guido Miserandino, Germana Pisa, Giuseppe Buzzanga, Donatello Olivato, Mauro Mariotti, Francesco Forti, Piero Portaleone, Marcello Saponaro, Alessandro Rizzo, Rina Eduardo, Maurizio Zardo, Angela Maria Zeoli, Aurelio Donzella,Luigi Barbato, Lorenzo Di Pietro, Emmelina Billia, Bianca De Lucchi, Angelo Rolandi,Maurizio Rolandi, Luigi Rolandi, Pierpaolo Benni, M. Ludovica Marini, Beniamino Donnici, Gianna Greco, Guglielmo Venturi, Mauro Villa, Fabio Ranieri, Laura Tussi, Edoardo Baraldi, Vincenzo Vigna, Giuliana Chiaretti, Stella Acerno, Antonio Nozza, Gabriella Mirasole,Lorenzo Basso, Simonetta Venturi, Pietro Belotti, Emilio Robotti, Lidia Prato, Fabiano Mauro, Andrea Testa, Patrone Fioravanti, Ronaldo Pozzani, Enzo Rabino, Cristina Aste, Grazia Biorci,Bruno Sasso, Laura Rocca, Emanuela Piattella, Vincenzo Fortuna, Alberto Ferraris,Marco Roverano, Oscar Itzcovich, Claudio Bertieri, Vera Simonetti, Alda Cattoi,Alessandro Besio, Alberto Benchimol, Maria Navarro, Gianna Manghi, Italo Porcile,Carlo A. Bertelli, Pierangela Magioncalda, Paolo Tacchella, Mariangiola Dezani,Paolo Piccardo, Luca Rinaldi, Giuseppe Cosentino, Maria Antonietta Penco, Fausto Novi, Sergio Chiarloni, Giulia Menozzi, Gabriele Taddeo, Pier Raimondo Crippa, Sergio Acquilino, Donatella Blanchi, Antonio Nicola Armenise, Fabio Cassola, Nicol Scialfa, Nicolò Pasero, Andrea Balduzzi, Fabio Ragaini, Claudio Bevegni, Paolo D'Alessandro, Paolo M. Citarella, Ugo De Liguoro, Maria Grazie Marinari, Saleh Zaghloul, Maddalena Ventura, Angelo Salvatori,Giovanni Seminara, Simona Giovannozzi, Francesco Pirovano, Paola Manduca,Giuseppe Napoli, Erminia Cadenasso, Paolo Momigliano, Vita Gallo, Carmelo Martorelli,Gianni Guasto, Luigi Surdich, Sergio Rasente, Laura Granata, Michele Beltrami,Giuseppe Armas, Cristina Correani, Elio Santambrogio, Gloria Viarego, Giovanni Scopinaro,Francesco Prete, Silvana Terreni, Nicola Triggiani, Paola Pierantoni, Eugenio Bonduà,Carlo Scagliola, Roberto Conti, Federico Vignale, Anna Alziati, Serena Avanzino,Guido Rosato, Franco Valentini, Cristiano Barattino, Renzo Miroglio, Silvana Odisio,Franco Gurci, Marco Guerci, Luciano De Lumè, Valerio Gennaro, Fernanda Pepe Mazzanti,Milvia Maragliano, Pietro Campoli, Luigi Previati, Giovanni Persico, Adriana Antolini,Carlo Biglioli, Elio Rindone, Luca Rinaldi, Graziano Castello, Ubaldo Leoncini,Giovanna Profumo, Ugo Valbusa, Pino Napoli, Silvia Lanteri, Rosangela Borghesi,Mariella Ratti, Gianfranco Monaca, Maria Luisa Monaca, Claudio Berlengiero,Alessandro Terrile, Angiola Oddi, Bruno Firami, Francesco Tisato, Marco Callegari,Giampietro Fasoli, Maria Vittoria Perez, Mario Epifani, Anna Lazzarotto, M.Vittoria Gianelli,Giovanni Pozzi, Erminia Freghieri, Eros Betti, Antonio De Palo, Claudio Corticelli,Sabrina Casissa, Carlo Cricchio, Davide Ragazzi, Franco Ragazzi, Luana De Rossi,Massimo D'Andrea, Salvatore Mica, Wanda Piccinonno, GianFranco Mica, Anna Chirico,Alessandro D'Alndrea, Enzo De Luca, Silvana Gualco, Roberta Chioni, Valeria La Via,Elenca Muselli, Fabrizio Solari Basano, Giuliana Tommei, Virgilio Canepa,Giuseppina Capurro, Raffaele Traverso, Ezio Ferraro, MariaPia Cavaliere, Rosalba Mereo,Paolo Altrui, Roberto Ricci, Antonia Cascino, Franco Di Gioia, Franca Garrone,Pierluigi Passano, Maurizio Perfumo, Domenico Amorosi, Giancarlo Amorosi,Paolo Quatrida, Angelo Pierotti, Gaetano Cuozzo, Nicola Panero, Sylvine Occhipinti,Necchi Ghiri, Anna Maria Canepa, Stefania Bonatti, Luigi Mariano, Giovanna Canepa,Angelo Abbondandolo, Ada Vignole, Paolo Nanni, Claudio Mario Pittaluga,Luppino Cosimo, Bruno Pietra, Gianfranco Uber, Emilia Fugassa, Anna Czajka,Raffaele Bianca, Giulia Aiello, Carlo Brizzi, Guido Sarpero, Piera Torselli, Aretha Scagliola,Secondo Maiocco, Anna Giacobbe, Claudio Costantini, Aldo Cigliano, Patrizia Borio,Angelo Salvatori, Simona Giovanozzi Salvatori, Alessandro Cavanna, Luigi Amanti,Gian Carlo Manari, Vanna Lora, Anna Baraggioli, Matteo Bonsante, Eugenio Marsullo,Francesco Alampi, Agostino Berletta, Ambra Villani, Francesco Gastaldi, Lorenzo Tagliabue,Francesco Ruber, Carlo Tagliabue, Alfredo Ravettino, Maristella Cavanna Ciappina,Giancarlo Buzzi, Jasmine La Morgiaore 22:30 del 24 ottobre 2004

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il sostegno di Gian Carlo Caselli:"Ho letto l¹appello-lettera aperta a sostegno di Adriano Sansa con cui la società civile esprime indignazione e protesta per la decisione del Ministro Castelli di non firmare la sua nomina a Presidente del Tribunale dei Minori di Genova. Condivido il significato e gli obiettivi di tale appello, al quale pertanto mi associo!

"Hanno inoltre dato adesione:
- redazione di www.centomovimenti.com- Rete del Bottone- Le Girandole - associazione culturale per la giustizia

10.19.2004

IL PROGETTO DI METROPOLITANA
PER BOLOGNA
Il parere della "Compagnia dei Celestini".


Al Sindaco di Bologna, Sergio Cofferati
Alla Giunta Comunale
Ai gruppi Consiliari di Maggioranza
loro indirizzi


Bologna 15 ottobre 2004

A seguito della presentazione del progetto infrastrutturale relativo alla metropolitana di Bologna, e alla discussione che esso dovrà necessariamente produrre nelle sedi opportune, La Compagnia dei Celestini ha elaborato un documento di riflessione che sottoponiamo all’attenzione della Giunta e delle forze politiche di maggioranza, con il chiaro intento di contribuire positivamente ad una discussione che vorremmo fosse la più trasparente possibile.
Con questo spirito, di collaborazione e libero da ogni polemica ideologica, siamo disponibili al confronto e all’approfondimento circa le proposte che qui di seguito vengono presentate.
Certi di un positivo riscontro, porgiamo i più cordiali salutil

La Compagnia dei Celestini



Considerazioni sul progetto di metropolitana della Giunta Cofferati

La città di Bologna si trova a dover discutere in questi giorni, in tempi drammaticamente ristretti, di decisioni determinanti riguardo al sistema e alla rete di trasporto pubblico di base di cui dotarsi, dopo una fase rielaborazione tecnica anch’essa compressa in tempi assolutamente inadeguati, da quest’estate ad oggi. Questa condizione è frutto della eredità lasciata dalla Giunta precedente: un progetto di metropolitana inadeguato per la nostra città e quindi da modificare profondamente, senza però perdere i due finanziamenti a suo tempo assegnati a tale progetto. E tuttavia, le decisioni che si stanno prendendo hanno tali e tante conseguenze sull’assetto urbano, sul sistema della mobilità e sul bilancio del Comune nei prossimi anni, costituiscono uno snodo talmente eccezionale delle politiche per la città, da non poter essere prese senza un aperto e reale confronto delle diverse opzioni ancora possibili.
La Compagnia dei Celestini ha in più occasioni contribuito al coro di critiche sollevate da più parti al progetto di metropolitana automatica della Giunta Guazzaloca, critiche concentrate in estrema sintesi su questi aspetti:
la "rigidezza" del prescelto sistema di guida automatica, che avrebbe costretto ad uno sviluppo della rete tutto in sotterranea; con conseguenti costi per chilometro talmente elevati da rendere economicamente insostenibile una rete estesa a servire efficacemente la città;
la limitatezza del tracciato Fiera-Staveco che ci si proponeva di realizzare con i finanziamenti disponibili e la sua inadeguatezza a rispondere alla domanda effettiva di trasporto, che è più forte sulla direttrice est-ovest;
la scarsa connessione del progetto con il Servizio Ferroviario Metropolitano, ed anzi una sostanziale concorrenzialità con esso.
Di qui la convinzione, sostenuta da più parti, ed anche da noi, che nel caso di Bologna sia preferibile un sistema di trasporto più flessibile, ed una rete di più linee che si svolgano in larga prevalenza in superficie, quindi meno costose da realizzare ma in compenso capaci di servire l’area urbana in modo più diffuso e di connettersi in più punti con il SFM. Un sistema da costruire a partire dalle tre direttrici di domanda prioritarie convergenti verso il centro da Borgo Panigale, da Corticella e da S.Lazzaro ( la famosa "T rovesciata").
Va richiamato anche che la preferenza, con specifico riferimento alla dimensione e alle caratteristiche di Bologna, per un sistema che transiti prevalentemente in superficie non deriva solo dalle considerazioni sul rapporto costi/benefici (aspetto peraltro fondamentale visto che un chilometro interrato, considerando gli alti costi delle stazioni interrate, arriva a costare da tre fino a cinque volte un chilometro in superficie), ma anche da considerazioni di tutt’altra natura:
la più rapida accessibilità al servizio: fermate più ravvicinate e senza i tempi di accesso per scendere a quota meno 20 metri e poi risalire, tempi che su spostamenti brevi e medi incidono pesantemente sul tempo complessivo di viaggio di un pedone e annullano il vantaggio della maggiore velocità di punta del mezzo in sotterranea;
la maggiore facilità di accesso al servizio, con particolare riferimento alle persone anziane, destinate ad essere una componente sempre più ampia della popolazione bolognese e in particolare del trasporto pubblico, essendo quel segmento di popolazione che, diversamente dalla popolazione giovane, non può trovare nello scooter la risposta alle proprie esigenze di spostamento;
la maggiore gradevolezza dei tempi di attesa e di spostamento in superficie, all’aria aperta, in sostanza una migliore ‘qualità della vita’, rispetto al senso di insicurezza, in parte percepita ma in parte reale, che danno luoghi sotterranei.
Tutto ciò naturalmente senza preclusioni ideologiche, ossia senza escludere il ricorso a tratti in sotterranea ove le condizioni di impianto urbanistico non consentano il percorso in superficie.

Il nuovo progetto che è stato ora presentato dalla Giunta Cofferati mostra immediatamente alcuni miglioramenti vistosi e determinanti rispetto al progetto precedente; va quindi prima di tutto apprezzato il lavoro svolto che ha eliminato alcune delle controindicazioni più gravi e più dannose insite nelle scelte precedenti:
è stata modificata la tecnologia, a favore di un più flessibile sistema con guidatore, ciò che consente lo sviluppo della rete anche in superficie e anche in sede promiscua ove occorra;
è stata prospettata una rete ampia che avrà la possibilità di svilupparsi, nel lungo periodo, prevalentemente in superficie e di interconnettersi in più punti con il SFM;
con il finanziamento disponibile ed un impegno di spesa del Comune maggiorato, si è prevista la realizzazione di una linea molto più lunga, che va a servire per intero una delle direttrici fondamentali della T rovesciata, quella con maggiore domanda, una linea già capace, anche da sola, di consentire un’efficienza gestionale e una riduzione di spesa sui servizi di autobus tradizionali.
Purtroppo accanto a questi aspetti decisamente positivi rileviamo altri aspetti che non riteniamo di condividere.
La Giunta ha ritenuto di considerare ormai non modificabile, nel suo percorso tutto sotterraneo, la prima tratta della linea 1 già progettata (Michelino-Fiera-Stazione Centrale), quella tratta di cui occorre presentare il progetto definitivo e non solo preliminare entro il 15 novembre.
Siamo certi che anche su questa tratta si sarebbero potuti operare risparmi molto sostanziosi per le casse comunali, senza perdere in efficacia del servizio, riprogettando in superficie almeno l’ultimo chilometro e le ultime due fermate ("Regione" e "Michelino"), e che ciò avrebbe grandemente migliorato la sostenibilità economica del progetto e l’efficacia di allocazione delle risorse comunali (il risparmio ottenibile - tutto a vantaggio del Comune - vedi Allegato – potrebbe arrivare a oltre 80 milioni di euro).
Riguardo a questa prima tratta fino alla Stazione, anche se alla data odierna prendiamo atto, con rincrescimento, che qualunque discussione risulta ormai inattuale rispetto alla scadenza del 15 novembre, tuttavia riteniamo di richiedere al Comune due impegni:
a esplorare fino in fondo, anche dopo il 15 novembre, la possibilità tecnica ed amministrativa di apportare modifiche al progetto, fra la fase del deposito al Ministero e la fase dell’appalto;
ad accompagnare al più presto l’attuale progetto meramente tecnico-trasportistico con un finora assente progetto urbanistico delle aree urbane influenzate, teso a governarne gli effetti e a mitigarne gli impatti (con riferimento, fra l’altro, alla previsione della realizzazione del deposito mezzi , sulla quale contiamo che si possa ancora riflettere in quanto non fa parte della prima tratta finanziata).
Concentriamo quindi l’attenzione e le osservazioni sulla parte restante della prima linea proposta, quella per la quale occorre presentare solo il progetto preliminare e per la quale è ancora realmente possibile una discussione vera.
Abbiamo già detto come la proposta sia altamente condivisibile nel suo impianto generale in quanto ha il pregio fondamentale di andare a servire una direttrice intera, e quella che presenta la più alta intensità di domanda Tuttavia la proposta presentata dalla Giunta prevede che, dopo aver servito la Stazione Centrale con una fermata sotterranea, la linea prosegua in galleria profonda sotto al centro storico fino a Piazza Nettuno e poi a Porta S.Felice, per riemergere in superficie in Via Saffi e solo da qui proseguire in superficie.
Non condividiamo questa scelta, sia perché esiste l’alternativa di servire il centro storico in superficie in modo più efficace e molto meno oneroso, sia perché questa soluzione, per le sue rigidezze e per il suo difetto di motivazione, rischia di compromettere le prospettive di sviluppo della rete nel suo complesso. Esponiamo quindi nel modo più sintetico possibile i motivi del dissenso e la richiesta di modificare questa tratta.
1) Dal punto di vista dell’impianto urbanistico e della rete viaria, il centro storico di Bologna presenta due facce diverse e distinte. Nella porzione sud ed est, l’impianto urbano e la rete viaria sono esattamente quelli ereditati dall’epoca medioevale e rinascimentale (salvo pochi interventi di scarso rilievo ai presenti fini): quindi una rete di strade strette, inadatte a mezzi di trasporto ad elevata capacità, complessivamente mal servibile anche dai normali autobus. Nella porzione nord e ovest invece, la maglia viaria medioevale è stata profondamente ‘ammodernata’ a partire dalla fine dell’ottocento, con l’apertura dei nuovi grandi rettifili di Via Indipendenza e di Via Irnerio, e l’allargamento dell’asse Bassi-Rizzoli, e poi nei primi decenni del novecento con Via Marconi, piazza dei Martiri e l’allargamento di Via Riva Reno con la copertura del canale. In questa porzione del centro, quindi, l’impianto viario principale è quello concepito e progettato negli stesi anni in cui nasce e si sviluppa il trasporto pubblico e successivamente l’auto privata.
In una prospettiva progettuale di medio-lungo periodo, che prefiguri per Bologna una rete compiuta di tre/quattro linee di metropolitana leggera passanti e interconnesse, appare del tutto plausibile prevedere che una di queste linee attraversi il centro storico in galleria profonda, nonostante i maggiori costi e la minore accessibilità che ciò comporta, ma in questo caso logica vuole che una tale linea vada servire la parte meridionale od orientale del centro (ad es. Piazza dei Tribunali o piazza Aldrovandi) e poi fuoriesca verso est.
Oggi una tale linea non appare come prioritaria, sia per i costi molto elevati, scarsamente compatibili con i finanziamenti disponibili in questa fase, sia perché la domanda risulta più elevata sulla direttrice ovest che su quella est. Rimettiamo quindi una tale ipotesi nel cassetto dei desideri, per essere ripescata in futuro, quando ci fossero ulteriori risorse; e nel frattempo la parte meridionale ed orientale del centro continuerà ad essere servita da mezzi tradizionali, e non sarà un problema.
Ciò che appare francamente incomprensibile è che invece si prospetti una linea che attraversa in sotterranea le parti nord e ovest del centro, ossia proprio quelle parti che, sfruttando i rettifili ottocenteschi, può essere percorsa e servita agevolmente in superficie. In questa parte del centro i costi enormemente maggiori e la minore accessibilità del servizio in sotterraneo appaiono privi di motivazioni adeguate
Va notato che, per l’intero tratto di attraversamento del centro storico, la differenza di costo di realizzazione fra ‘sopra’ e ‘sotto’ può aggirarsi dai 50 agli 80 milioni di euro; risparmiare su questo tratto può consentire sia di riorientare l’investimento complessivo (ad esempio sarebbe possibile ricollocare il deposito dei mezzi in quella che sarebbe palesemente la sua sede ottimale, per tanti aspetti che qui non vogliamo rielencare, ossia alle Caserme Rosse), sia di comprimere di meno la possibilità di spesa del Comune nei prossimi anni in altri settori altrettanto cruciali per la qualità della città.
2) Sulla possibilità di percorrere con il metro-tram strade come Via Indipendenza, Via Ugo Bassi, Via Marconi, Via Riva Reno e il tratto finale di Via S.Felice non ci possono essere dubbi. Già all’epoca della progettazione della tramvia est-ovest alla metà degli anni novanta, la fattibilità di questi percorsi era stata ampiamente verificata. Certo anche allora diversi punti di quel progetto suscitavano perplessità e preoccupazioni riguardo ai problemi di compatibilità fra il passaggio dei mezzi in superficie e le altre indispensabili funzioni delle sedi stradali, ma queste preoccupazioni riguardavano, in centro, l’allora previsto (e ardito) passaggio lungo le Vie S.Vitale e Strada Maggiore, e poi, fuori dal centro, riguardavano alcuni specifici tratti nella semiperiferia, come sulla Via Emilia Ponente a S.Viola, sulla Via Mazzini al Pontevecchio, o sulla Via di Corticella. I tratti ‘difficili’ (comunque risolvibili, ma al prezzo di promiscuità in qualche modo penalizzanti e di qualche inevitabile dissenso) erano quelli, e non altri, e quelli restano oggi. Mai invece erano state sollevate perplessità, né tecniche, né da parte dei residenti, sulle altre parti dell’attraversamento del centro, ossia sui rettifili ottocenteschi, che peraltro, proprio per le loro caratteristiche sono già oggi percorsi costantemente da ‘treni’ di autobus.
Anche oggi, per una linea che raggiunga Borgo Panigale, i problemi di compatibilità fra il metro-tram in superficie e le altre funzioni e utenze delle strade da percorrere riguardano semmai alcuni tratti della Via Emilia Ponente, non certo il centro storico, anche per la ovvia consapevolezza, ribadita anche nel programma della Giunta, che in tutto il centro devono comunque essere assunti provvedimenti per la riduzione del traffico privato, a prescindere dalle soluzioni per il trasporto pubblico.
Un percorso che dalla Stazione riemerge in superficie presso lo Sferisterio o in Via Gramsci e prosegue lungo le Vie Indipendenza, Bassi, Marconi, Riva Reno e S.Felice (tratto verso la Porta) è un percorso agevole, lungo il quale potrebbero essere previste fermate più numerose che in sotterranea, fornendo così un servizio molto più appetibile, penetrante e agevole anche per l’utenza anziana. Se si comincia con lo stare sottoterra in strade come queste, con quali argomenti si potrà poi sostenere uno sviluppo della rete in superficie nelle parti periferiche? Solo perché sono ‘periferiche’? Un rischio reale è che col tempo, a fronte di preoccupazioni e proteste, si torni progressivamente e ineluttabilmente ad un’ipotesi ‘tutta sotto’ o quasi, che riproporrebbe i problemi di sostenibilità economica e finanziaria, e alla fine di infattibilità, che si sono evidenziati in passato.
3) Il tratto di attraversamento del centro storico diventa quindi una cartina al tornasole della credibilità dell’intero progetto di rete, e della sua sostenibilità economica e sociale. Nel contempo, e non secondariamente, diventa anche la cartina la tornasole dell’immagine che si ha e che si vuole trasmettere del progetto. Infatti, poiché non ci sono ostacoli di natura tecnica, da questa scelta si evidenzia con chiarezza se si considera il metro-tram un elemento di qualità e di qualificazione degli spazi urbani, anche storici (come avviene in tante città europee), grazie al suo non essere inquinante e rumoroso come i mezzi privati e pubblici che intasano il centro oggi, e grazie anche al suo aspetto accattivante e alla sua comodità d’uso, o se invece lo si considera un male necessario, una bruttura impiantistica da lasciare a vista nelle ‘brutte periferie’ ma da nascondere accuratamente ‘sotto traccia’ nel ‘salotto buono’. Non vorremmo sospettare che la proposta di attraversare il centro sottoterra sia stata influenzata da valutazioni di incompatibilità ‘estetica’.
4) Infine una considerazione legata alla contingenza e ai tempi drammaticamente stretti in cui la città è costretta a decidere su questo progetto.
Sulla scelta di attraversare il centro in sotterranea si possono avere opinioni divergenti, ma è difficile non convenire che è una scelta molto rigida, non modificabile nel tempo. Anche nell’ipotesi di rete di lungo periodo che l’accompagna, questa linea 1 resta inevitabilmente una linea che collega il nord-est con l’ovest, non può interconnettersi con le altre linee previste, quindi non consente nessun tipo di servizio diverso da quello Fiera-Borgo Panigale.
Invece la scelta di riemergere in superficie allo Sferisterio, oppure in Via Gramsci è una scelta molto aperta, duttile, poiché da qui si può proseguire sia verso ovest, che verso est, oltre che raggiungere Piazza Nettuno. Se oggi la prosecuzione prioritaria, e condivisa, è per Borgo Panigale, ciò tuttavia non predefinisce lo sviluppo della rete, ma lascia aperte possibilità di rete plurime, da valutare e progettare nel tempo. Inoltre rende fattibili nel tempo una pluralità di modelli di servizio diversi, anche nord-est o est-ovest, consente di adattare la rete e il modello di servizio ad una evoluzione delle esigenze oggi non pienamente prevedibile.
Quando si deve assumere una decisione importante, chi deve decidere deve certo privilegiare, fra le opzioni possibili, quella che, in base agli elementi che ha a disposizione, gli appare in assoluto ‘la migliore’. Ma nel caso in cui si è costretti a decidere senza avere il tempo per una discussione approfondita ed allargata, e in cui è quanto meno doveroso avere dei dubbi, diventa cruciale un altro fattore: la duttilità, la flessibilità nel tempo. Soprattutto quando si ha fretta, nel dubbio è meglio scegliere, fra le opzioni possibili, quella meno rigida, più aperta alle correzioni e agli approfondimenti, più adattabile nel tempo in relazione all’evolvere delle esigenze.

Bologna 15/10/2004
La Compagnia dei Celestini



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