11.21.2003
Un volantino
MAI PIU' GUERRA
VIA LE TRUPPE DALL'IRAQ
SABATO 22 NOVEMBRE ALLE ORE 15,30
MANIFESTAZIONE DA PIAZZA XX SETTEMBRE
Le 26 vittime, italiane ed irachene, dell'attacco
al comando dei
Carabinieri a Nassirya ci ricordano che la guerra
in Iraq non è finita e
che anche l'Italia è in guerra. A loro, come a
tutte le vittime di una
guerra che non si doveva fare, va innanzi tutto
il nostro pensiero. Alle
loro famiglie, ai loro figli, ai loro cari, va il
nostro cordoglio. Alle
vittime civili e militari, a tutte le vittime di
questa guerra, va la
nostra solidarieta' .
QUESTE MORTI SI POTEVANO EVITARE!
Il Governo si è assunto la responsabilita' di
partecipare, sotto comando
americano, all'occupazione di un paese esponendo
migliaia di giovani
militari e civili al rischio della guerra per
potersi sedere al tavolo
dei vincitori. Oggi lo stesso Governo ribadisce
con forza la volonta' di
proseguire la missione.
CI HANNO RACCONTATO IL FALSO!
Ci avevano detto che la guerra era finita; che
gli iracheni avevano
accolto l'esercito Usa come liberatore. Ci
avevano detto che una nuova
era di pace e democrazia si era aperta per
l'Iraq. Ci avevano detto che
si doveva disarmare l'Iraq dalle armi di
distruzione di massa. Ci
avevano detto che la guerra avrebbe contribuito
alla lotta al
terrorismo.
NON E' VERO !
Non è vero che ritirando i militari si rinuncia
a sostenere la
popolazione irachena. Molto di piu' si potrebbe
fare se i 40 milioni di
euro che si spendono ogni mese per mantenere il
contingente militare
fossero usati per ricostruire scuole, ospedali,
centrali idriche. Non è
vero che è necessaria una presenza militare per
fare questo. Lo
dimostrano le Ong italiane che con decine di
operatori operano da mesi
con interventi umanitari in tutto il paese. Non
è vero che se le truppe
si ritirano in Iraq ci sara' il caos e ci sara'
il vuoto. Il caos è
alimentato proprio dalla presenza degli occupanti
che impediscono alla
societa' civile e alle forze politiche irachene
di assumersi la
responsabilita' del futuro del paese. Solo la
fine della occupazione
militare puo' mettere fine alla guerra. Solo un
processo costituente che
veda la partecipazione di tutte le componenti
politiche, culturali,
religiose ed etniche irachene puo' portare ad un
futuro di democrazia.
NOI NON SIAMO D'ACCORDO.
Non siamo tornati a casa dopo il 15 febbraio, non
ci siamo arresi alla
guerra, né quando è cominciata, il 20 marzo,
né quando Bush l'ha
dichiarata conclusa. A maggior ragione oggi siamo
qui per dire che non
ci arrendiamo alla spirale di odio e di violenza
che ha coinvolto anche
il contingente italiano. La guerra rimane un
orrore inaccettabile Per
fermare tutto questo, perchè non ci siano piu'
vittime pensiamo che il
popolo della pace debba far sentire forte la
propria voce.
GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE CONTRO LA
GUERRA.
CONTRO LA GUERRA GLOBALE PERMANENTE.
PER IL RITIRO DI TUTTE LE TRUPPE DI OCCUPAZIONE.
SABATO 22 NOVEMBRE ALLE ORE 15,30
MANIFESTAZIONE DA PIAZZA XX SETTEMBRE
UN ALTRO MONDO E' NECESSARIO. MAI PIU' GUERRA.
MAI PIU' GUERRA
VIA LE TRUPPE DALL'IRAQ
SABATO 22 NOVEMBRE ALLE ORE 15,30
MANIFESTAZIONE DA PIAZZA XX SETTEMBRE
Le 26 vittime, italiane ed irachene, dell'attacco
al comando dei
Carabinieri a Nassirya ci ricordano che la guerra
in Iraq non è finita e
che anche l'Italia è in guerra. A loro, come a
tutte le vittime di una
guerra che non si doveva fare, va innanzi tutto
il nostro pensiero. Alle
loro famiglie, ai loro figli, ai loro cari, va il
nostro cordoglio. Alle
vittime civili e militari, a tutte le vittime di
questa guerra, va la
nostra solidarieta' .
QUESTE MORTI SI POTEVANO EVITARE!
Il Governo si è assunto la responsabilita' di
partecipare, sotto comando
americano, all'occupazione di un paese esponendo
migliaia di giovani
militari e civili al rischio della guerra per
potersi sedere al tavolo
dei vincitori. Oggi lo stesso Governo ribadisce
con forza la volonta' di
proseguire la missione.
CI HANNO RACCONTATO IL FALSO!
Ci avevano detto che la guerra era finita; che
gli iracheni avevano
accolto l'esercito Usa come liberatore. Ci
avevano detto che una nuova
era di pace e democrazia si era aperta per
l'Iraq. Ci avevano detto che
si doveva disarmare l'Iraq dalle armi di
distruzione di massa. Ci
avevano detto che la guerra avrebbe contribuito
alla lotta al
terrorismo.
NON E' VERO !
Non è vero che ritirando i militari si rinuncia
a sostenere la
popolazione irachena. Molto di piu' si potrebbe
fare se i 40 milioni di
euro che si spendono ogni mese per mantenere il
contingente militare
fossero usati per ricostruire scuole, ospedali,
centrali idriche. Non è
vero che è necessaria una presenza militare per
fare questo. Lo
dimostrano le Ong italiane che con decine di
operatori operano da mesi
con interventi umanitari in tutto il paese. Non
è vero che se le truppe
si ritirano in Iraq ci sara' il caos e ci sara'
il vuoto. Il caos è
alimentato proprio dalla presenza degli occupanti
che impediscono alla
societa' civile e alle forze politiche irachene
di assumersi la
responsabilita' del futuro del paese. Solo la
fine della occupazione
militare puo' mettere fine alla guerra. Solo un
processo costituente che
veda la partecipazione di tutte le componenti
politiche, culturali,
religiose ed etniche irachene puo' portare ad un
futuro di democrazia.
NOI NON SIAMO D'ACCORDO.
Non siamo tornati a casa dopo il 15 febbraio, non
ci siamo arresi alla
guerra, né quando è cominciata, il 20 marzo,
né quando Bush l'ha
dichiarata conclusa. A maggior ragione oggi siamo
qui per dire che non
ci arrendiamo alla spirale di odio e di violenza
che ha coinvolto anche
il contingente italiano. La guerra rimane un
orrore inaccettabile Per
fermare tutto questo, perchè non ci siano piu'
vittime pensiamo che il
popolo della pace debba far sentire forte la
propria voce.
GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE CONTRO LA
GUERRA.
CONTRO LA GUERRA GLOBALE PERMANENTE.
PER IL RITIRO DI TUTTE LE TRUPPE DI OCCUPAZIONE.
SABATO 22 NOVEMBRE ALLE ORE 15,30
MANIFESTAZIONE DA PIAZZA XX SETTEMBRE
UN ALTRO MONDO E' NECESSARIO. MAI PIU' GUERRA.